una solenne cerimonia per l'arrivo statua del Beato Carlo Acutis a Latina

è stata una solenne cerimonia quella preparata da Don Gianni Toni, parroco di Santa Domitilla, per accogliere la statua del Beato Carlo Acutis a Latina con la partecipazione di un gran numero di fedeli, pur rispettando le necessarie prescrizioni della pandemia. La statua è arrivata al sacrato della parrocchia accompagnata dalle forze dell’ordine di Latina e l'evento è stato trasmesso in diretta da quattro canali televisivi.

La celebrazione è iniziata l’esibizione degli sbandieratori di Cori. In seguito all’intervento di Mons. Yoannis Lahzi GAID, Presidente dell’Associazione Bambino Gesù, la Sig.ra Antonia Salzano, Madre del Beato, ha dato la propria testimonianza, in presenza di Sua Eccellenza Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina, del Dott. Pierluigi Faloni, Prefetto della Repubblica, la famiglia del Beato e numerosi parrocchiani.

Padre Yoannis ha detto che "nel buio della Pandemia tutti noi abbiamo bisogno di vedere un po’ di luce; di ravvisare segni positivi; di constatare che la nostra umanità è ancora viva; che ci sono persone che continuano a pensare, non solo a sé stessi ma a chi sta solo, a chi sta soffrendo sia per la pandemia sia per l’abbandono, per la povertà, per la solitudine…

La pandemia nel mostrarci la nostra fragilità ci ha rivelato anche quanto siamo uniti, congiunti, legati, connessi: “un bambino che si ammala nel paese più lontano della terra fa ammalare tutto il pianeta”.

Non è permesso quindi di pensare o di agire da individui separati, non è permesso dire: “non mi importa degli altri”, perché la tua vita dipende dalla mia e la mia dipende dalla tua, la vita di tutti noi è interconnessa. Siamo “Tutti Fratelli” come ci insegna il Santo Padre nella Sua ultima enciclica.

Il progetto dell’orfanotrofio “Oasi della Pietà” (dove andrà collocata la statua del Beato Carlo Acutis), rappresenta una piccola candela che ci regala un po’ di speranza, un fiore che cresce nel deserto del Cairo, un “Oasi” di fraternità, di solidarietà, di calore, di guarigione, di sorriso, di crescita umana, professionale e spirituale.

Questo progetto mira a garantire una residenza dignitosa ai bambini orfani, a sviluppare le loro capacità fisiche, psicologiche, linguistiche e sociali e offrire loro le cure necessarie e la formazione adeguata per versare sulle loro ferite l’olio della carità. Così diventeranno, anche loro, buoni samaritani nei confronti di chiunque versa in situazioni simili.

Abbiamo scelto la figura del Beato Carlo Acutis perché anche lui ci dona la certezza che un piccolo può cambiare la vita di tante persone. Ci dona speranza. Ci insegna che la santità non è un club riservato a pochi. Ci dà la certezza che il bene (pur essendo silenzioso) è ancora forte nelle anime di tantissimi ragazzi e ragazze che scelgono Cristo, l’Eucaristia, i Sacramenti e la carità operativa.

Carlo ci porta ad interrogarci sull’autenticità della nostra fede.

La sua statua – benedetta dal Santo Padre – infiammerà i cuori dei bambini che saranno accolti nell’Orfanotrofio e accompagnerà la loro crescita…

Il suo esempio porterà tanti altri a seguire Cristo, vera luce dell’umanità.

La sua presenza incoraggerà i cuori timidi a capire che l’unica cosa che scalda la nostra esistenza è l’amore donato e ricevuto gratuitamente".

 

La Sig.ra Antonia Salzano, madre del Beato Carlo Acutis ha sottolineato il legame di suo figlio con l'Egitto e con la Chiesa copta, nonché il desiderio di che il Beato, durante la sua breve vita terrena, ha espresso di visitare l'Egitto. Ha parlato anche del legame che il Beato Carlo Acutis aveva cin i Sacramenti, in particolare con l'Eucaristia, e di come ha trasformato la sua fede in Cristo in amore e servizio ai poveri e ai bisognosi. Ho anche spiegato come ha tratto dalla Bibbia la forza, la grazia e il sostentamento quotidiano della sua vita. Ho anche menzionato molti frasi che il Beato pronunciava, come ad esempio:

“Tutti nascono come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie”.

“Una vita è veramente bella solo se si arriva ad amare Dio sopra ogni cosa il prossimo come noi stessi”.

“Vanno diritti in paradiso coloro che si accostano tutti i giorni all’Eucaristia”.

“Più Eucaristie riceveremo e più diventeremo simili a Gesù e già su questa terra pregusteremo il Paradiso”,

 “La tristezza è lo sguardo rivolto verso sé stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio”.

“L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato”.

 “Il Rosario è la scala più corta per salire in Cielo”.

 “Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in paradiso”.

“Non io ma Dio”.

 

La celebrazione è stato conclusa con la celebrazione della Santa Messa presieduta da Sua Eccellenza Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina, che ha sottolineato nella sua omelia l'importanza dell'esempio del Beato Carlo Acutis nella nostra vita contemporanea, specialmente nella vita dei giovani di oggi, e come Dio è stato glorificato nella sua breve ma ricca vita di fede, speranza e amore.